Circolare ARAN 9415/08: INDICAZIONI PER LA COMPILAZIONE DELLE SCHEDE N. 2 E SEGUENTI

(Circolare dell'Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni n. 9415, 31 ottobre 2008)

INDICAZIONI PER LA COMPILAZIONE DELLE SCHEDE N. 2 E SEGUENTI

Le schede successive alla n. 1, numerate per ogni comparto in ordine progressivo (2, 3, 4, etc...), riportano, nell'intestazione, il comparto e la categoria di dipendenti a cui si riferiscono.

Il comma 7 dell'art. 43 del decreto legislativo n. 165/2001 prevede che le modalità di rilevazione garantiscano la riservatezza delle informazioni. Devono essere, quindi, compilate schede distinte per ognuna delle organizzazioni sindacali a cui sono state rilasciate deleghe per la trattenuta sulla retribuzione.

Il medesimo articolo prevede in capo alle amministrazioni il compito di rilevare e trasmettere i dati richiesti. L'Aran, come precedentemente chiarito, si limiterà a prendere atto dei dati che le amministrazioni inviano, non avendo, ai sensi di legge, alcun compito di valutazione dei dati trasmessi e d'interpretazione delle comunicazioni intervenute tra i sindacati e le singole amministrazioni.

 

5. Riquadri relativi alla organizzazione sindacale - denominazione per esteso e sigla

5.a - Denominazione e sigla dell'organizzazione sindacale:

Con il termine organizzazioni sindacali s'intendono esclusivamente le OO.SS. di categoria.

Le amministrazioni devono avere cura di compilare con esattezza i riquadri che contengono sia l'indicazione della denominazione per esteso che quella della sigla dell'organizzazione sindacale di categoria, rispettando scrupolosamente l'intestazione della delega come sottoscritta dal lavoratore.

La denominazione per esteso non può essere omessa, non essendo sufficiente l'indicazione della sola sigla sindacale sia per la compresenza di organizzazioni che hanno la medesima sigla, sia perchè può trattarsi di sindacato non noto all'Aran.

E' esclusa la possibilità di utilizzare dizioni improprie ovvero usi lessicali o abbreviazioni non corrispondenti alla denominazione indicata nella delega rilasciata dal lavoratore.

E' parimenti esclusa la possibilità di indicare, anzichè la denominazione e la sigla dell'organizzazione di categoria, quella della sola confederazione a cui la stessa aderisce. In tal caso, infatti, in considerazione della coesistenza di più e diverse categorie presenti nel pubblico impiego aderenti alla medesima confederazione, non sarebbe possibile individuare di quale organizzazione sindacale si tratti (ad esempio la sola denominazione UIL, che indica la confederazione, non permette di individuare di quale categoria si tratti. La scheda deve essere perciò correttamente intestata a UIL FPL o UIL PA o UIL SCUOLA, etc..., ovvero devono essere compilate tante schede quante sono le categorie aderenti alla medesima confederazione nel caso siano contemporaneamente presenti nell'amministrazione).

Andrà, invece, indicata la sola confederazione nell'esclusivo caso in cui la delega del lavoratore sia rilasciata a favore di una confederazione e non di un sindacato di categoria, circostanza questa che deve evincersi dalla singola delega e deve essere attentamente verificata.

Ai fini della corretta rilevazione della denominazione delle deleghe, si richiama l'attenzione sul disposto dell'art. 19 del CCNQ del 7 agosto 1998, come sostituito dall'art. 6 del CCNQ del 24. settembre 2007. Tale articolo prevede che le organizzazioni sindacali che hanno dato vita, mediante fusione, affiliazione o in altra forma, ad una nuova aggregazione associativa, possono imputare al nuovo soggetto sindacale le deleghe delle quali risultino titolari, purchè il nuovo soggetto sia succeduto effettivamente nella titolarità delle deleghe che ad esso vengono imputate o che le deleghe siano, comunque, confermate espressamente dai lavoratori a favore del nuovo soggetto. In caso di affiliazione o altra forma aggregativa tra le sigle sindacali che non dia luogo alla creazione di un nuovo soggetto è sempre esclusa l'attribuzione delle deleghe delle organizzazioni sindacali affiliate all'affiliante. Diverso è il caso di incorporazione/fusione di una organizzazione sindacale in un soggetto già esistente trattandosi, in questo caso, di successione a titolo universale.

Conseguentemente, le amministrazioni dovranno censire le deleghe attribuendole esclusivamente all'organizzazione sindacale intestataria (e non anche ad associazioni non aventi più natura sindacale o che hanno cessato la loro attività di tutela sindacale nell'ambito considerato), atteso che le uniche forme aggregative possibili ai fini del calcolo della rappresentatività sono quelle che comportano la successione nella titolarità delle deleghe tra i soggetti. A tal fine si ribadisce che non deve essere accolta alcuna richiesta delle organizzazioni sindacali volta a censire, per la rilevazione, una denominazione differente da quella risultante in modo formale nell'intestazione della delega alla data del 31 dicembre 2008.

Resta nella disponibilità delle organizzazioni sindacali richiedere, in presenza di successione nella titolarità delle deleghe, la modifica dell'intestazione delle stesse ma ciò deve avvenire prima del 31 dicembre 2008 e può essere effettuata solo in presenza di concreti atti volti a dimostrare l'effettività del trasferimento. In altre parole, attraverso tali atti deve potersi accertare la successione definitiva nella titolarità delle deleghe del soggetto cui si chiede di imputare le stesse (nuovo statuto dal quale emerge la cessazione dell'attività sindacale dell'organizzazione confluita unitamente alla comunicazione agli iscritti; consenso espresso degli iscritti, ecc). E' esclusa la presa d'atto di mere note di comunicazione non supportate da atti formali di successione giuridica dei due soggetti.

E' evidente che, a seguito di tale mutamento associativo, le deleghe cedute confluiscono irrevocabilmente ed in maniera indistinta nel «patrimonio deleghe» complessivo della nuova organizzazione. Pertanto, dovranno essere censite esclusivamente in capo a quest'ultima così come individuata negli atti formali di mutamento, indipendentemente dalla provenienza e dall'articolazione interna che l'organizzazione «ricevente» (ovvero l'organizzazione misurata ai fini dell'organizzazione sindacale) si è data.

Il tesseramento successivo alla data di confluenza potrà essere effettuato esclusivamente in capo al nuovo soggetto. Infatti, laddove l'organizzazione confluita continui a tesserare lavoratori nei settori ove ha cessato di operare, tale iscrizione è incongrua e contraddittoria e potrebbe testimoniare che, di fatto, non è stato dato seguito ai mutamenti associativi dichiarati. In ogni caso, le iscrizioni avvenute successivamente alla data di confluenza dovranno essere censite in capo all'organizzazione che ha effettuato realmente il tesseramento e non anche a quella in cui, in base agli atti, risulta confluita.

Analogamente non ha ragion d'essere una ritenuta operata in favore di organizzazioni già aventi natura sindacale che a seguito del mutamento associativo si sono trasformate in associazioni scientifiche, culturali o professionali.

In considerazione della complessità della tematica, si riportano di seguito alcune casistiche, non esaustive del panorama presente nelle amministrazioni, al fine di meglio chiarire come operare:

A. Per soggetto intestatario della delega s'intende l'organizzazione sindacale autorizzata a riscuotere la quota associativa.

Ipotesi 1: la delega è indirizzata all'organizzazione sindacale X-Y o è stampata su carta intestata X-Y. Tuttavia il disposto letterale del testo recita: «il dipendente delega L'ORGANIZZAZIONE SINDACALE Y a riscuotere Euro 10 al mese». In questo caso la delega andrà rilevata come intestata al sindacato Y e non a X-Y. Infatti, indipendentemente dalla carta intestata o dal soggetto destinatario della nota di delega, ciò che rileva è il contenuto della delega stessa, ovvero la manifestazione espressa dal lavoratore.

B. Non rileva chi sia l'intestatario del conto corrente presso cui le somme trattenute sono materialmente versate.

Ipotesi 2: la delega è indirizzata all'organizzazione sindacale X-Y, e il disposto letterale del testo prevede che il dipendente delega L'ORGANIZZAZIONE SINDACALE X-Y a riscuotere Euro 10 al mese. Le quote associative vanno versate nel conto corrente intestato a Y per espressa richiesta, a prescindere dalla nuova denominazione. In questo caso la delega andrà rilevata come intestata al sindacato X-Y.

C. Non rileva l'organizzazione interna della sigla sindacale censita.

Ipotesi 3: la delega è indirizzata all'organizzazione sindacale X- sezione Y, e il disposto letterale del testo prevede che il dipendente delega L'ORGANIZZAZIONE SINDACALE X a riscuotere Euro 10 al mese. In questo caso non rileva l'organizzazione interna del sindacato e la delega andrà censita in capo al sindacato X.

D. Cessione delle deleghe sindacali con trasformazione della precedente organizzazione sindacale in associazione non avente finalità sindacali.

Ipotesi 4: l'organizzazione sindacale X alla data del 30.9.2008 cede le sue deleghe nel settore sanità all'organizzazione sindacale Y e, contemporaneamente, si trasforma nell'associazione X non avente finalità sindacali. A seguito di tale operazione l'amministrazione, sulla base della documentazione attestante la regolarità dei citati passaggi, intesta le deleghe rilasciate al sindacato X entro il 30.9.2008 alla sigla Y. Laddove, tuttavia, vengano rilasciate nuove deleghe (successive al 30.9.2008) all'associazione X, l'operazione posta in essere è impropria e le stesse non devono essere rilevate in capo a Y, atteso che dal 30.9.2008 l'organizzazione sindacale X si è trasformata in un'associazione non avente finalità sindacali.

5.b - Federazioni o organizzazioni sindacali composte da più sigle (costituenti, aderenti o affiliate):

Ai sensi dell'art. 19 CCNQ del 7 agosto 1998, come sostituito dall'art. 6 del CCNQ del 24 settembre 2007, si ribadisce che in caso di affiliazione o altra forma aggregativa tra sigle sindacali che non dia luogo alla creazione di un nuovo soggetto è sempre esclusa l'attribuzione delle deleghe dell'affiliato all'affiliante. Diverso è il caso di incorporazione/fusione di una organizzazione sindacale in un soggetto già esistente trattandosi in questo caso, invece, di successione a titolo universale, che deve essere avvenuta entro il 31 dicembre 2008 e per la rilevazione del quale si rinvia al punto 5.A.

5.c - Amministrazioni «statali»:

Con tale dizione si intendono le amministrazioni a cui il competente servizio del Ministero dell'economia e delle finanze (Service Personale Tesoro (SPT) della Direzione Centrale dei Sistemi Informativi e dell'Innovazione trasmette le schede già compilate che contengono la indicazione del codice meccanografico della singola organizzazione sindacale. Tale codice deve risultare anche nelle schede trasmesse all'Aran, che ha predisposto il proprio modello di informatizzazione dei dati utilizzando i medesimi codici.

Le amministrazioni devono evitare di ricompilare le schede trasmesse dal predetto Servizio e di sommare, raggruppandole, deleghe con codici diversi, anche se riconducibili alla medesima sigla sindacale. In questo caso non sarebbe più rilevabile il diverso contributo sindacale che sottende al diverso codice meccanografico.

Nel caso in cui le organizzazioni sindacali chiedano una modifica del numero delle deleghe rispetto a quelle indicate nelle schede predisposte dal competente predetto Servizio del Ministero dell'Economia e delle Finanze, le amministrazioni, prima di operare qualsiasi correzione dei dati, devono procedere ad una verifica con lo stesso Service Personale Tesoro, unica istanza deputata a verificare che le deleghe oggetto della contestazione siano state o meno attivate, nonchè per le ragioni esposte ai successivi punti 7, 8 e 14.

Il Service Personale Tesoro, una volta accertata la correttezza delle informazioni fornite, valuterà se trasmettere, alle Amministrazioni che ne faranno richiesta, il dettaglio per singola delega relativo ai dati aggregati risultanti dalle schede.

 

6. Riquadro relativo al numero delle deleghe al 31 dicembre 2008

Per l'indicazione del numero delle deleghe valgono le considerazioni di cui al punto 2 al quale si rinvia.

Nel caso in cui la delega in favore di un'organizzazione sindacale risulti frazionata, cioè versata in quote, tutte intestate al medesimo sindacato ma riferite alle varie strutture in cui questo è articolato (ad esempio: parte alla struttura sindacale provinciale, parte a quella regionale e parte a quella nazionale), la delega va ritenuta unitaria e conteggiata una sola volta nell'ambito della stessa scheda, utilizzando, per il calcolo del contributo medio, il suo valore intero (ovvero la somma di tutti i frazionamenti). Di detta circostanza deve essere data notizia nello spazio delle annotazioni.

La somma delle deleghe delle schede relative alla medesima categoria di dipendenti intestate alle diverse organizzazioni sindacali deve essere uguale al numero delle deleghe indicate nella scheda n. 1 in corrispondenza di tale categoria (es. il numero di deleghe indicate nella scheda n. 1 a fronte delle schede n. 2 deve essere uguale alla somma delle deleghe delle singole schede n. 2).

 

7. Riquadro relativo alle deleghe espresse anche in favore di altre organizzazioni sindacali

Nel riquadro va indicato il caso in cui il medesimo dipendente, alla data del 31 dicembre 2008, sia contemporaneamente iscritto, tramite delega, a più e diversi sindacati: caso di deleghe doppie o triple.

A titolo esemplificativo: si sta compilando la scheda del sindacato X; dopo avere indicato il numero complessivo di deleghe espresse in suo favore (ad esempio n. 10) va specificato se i medesimi 10 dipendenti abbiano rilasciato, alla stessa data (31 dicembre 2008), deleghe anche in favore di altre e diverse organizzazioni sindacali. In caso affermativo va indicato il numero delle deleghe espresse in favore delle altre organizzazioni sindacali (pari a n... in favore del sindacato Y, n... in favore del sindacato Z e così di seguito). In sostanza ciò consente di rilevare che tra i 10 dipendenti iscritti al sindacato X alcuni o tutti sono contemporaneamente iscritti anche ad altri sindacati. Deve essere fatta attenzione che nelle schede dei sindacati Y e Z si trovi, a sua volta, il corrispettivo numero di deleghe rilasciate al sindacato X.

Nel caso in cui tutti i dipendenti della scheda che si sta compilando siano iscritti al solo sindacato intestatario, il riquadro deve essere annullato barrandolo o indicando il valore zero. La compilazione del riquadro non può essere omessa in quanto il dato in esso contenuto rappresenta una variabile che viene utilizzata ai fini del corretto calcolo della rappresentatività. A fronte dell'omissione nella compilazione di detto riquadro, anche nel caso di valore zero, l'Aran procederà a richiedere le opportune integrazioni.

Nel caso in cui si debba procedere alla modifica del numero delle deleghe (rettifica di schede), dopo avere esperito le verifiche di competenza circa la corretta compilazione delle schede secondo le modalità indicate dall'Aran, deve esser fatta attenzione anche alla eventuale necessità di modificare il riquadro relativo alle doppie/triple deleghe. Ogni sindacato conosce esclusivamente la propria situazione ma non può conoscere quella delle altre organizzazioni.

Nel quadro relativo alle doppie deleghe non vanno indicate le deleghe espresse in favore esclusivamente delle altre organizzazioni sindacali, interpretando erroneamente che si tratti di uno spazio riepilogativo del totale delle deleghe. In questo caso non sarebbe rispettata la riservatezza delle informazioni che la legge prevede.

 

8. Riquadro relativo all'importo del contributo sindacale

L'importo del contributo sindacale non può essere omesso. La sua omissione corrisponde alla non esistenza della delega in quanto la rilevazione è la mera registrazione delle trattenute sulla retribuzione dei dipendenti effettuate in favore delle organizzazioni sindacali.

La disciplina contenuta nel comma 9 dell'art. 43 del decreto legislativo n. 165/2001 prevede che il Comitato Paritetico possa deliberare che «non siano prese in considerazione, ai fini della misurazione del dato associativo, le deleghe a favore di organizzazioni sindacali che richiedano ai lavoratori un contributo economico inferiore di più della metà rispetto a quello mediamente richiesto dalle organizzazioni sindacali del comparto o dell'area».

Ciò rende indispensabile l'acquisizione del dato, ma anche la massima precisione nel calcolo del suo valore.

L'entità del contributo sindacale (art. 15, comma 5 del CCNQ del 7 agosto 1998) deve essere espressa in euro, in valore unitario medio mensile, escludendo valori percentuali. Nel caso in cui il contributo sindacale sia versato per 13 mensilità, il valore medio mensile deve essere ricalcolato su 12 mensilità.

Affinchè il calcolo sia esatto nel caso in cui un dipendente sia a part-time il valore del suo contributo deve essere riportato a orario intero.

Ugualmente si deve procedere nel caso in cui la retribuzione non sia riferita all'intero mese, esempio l'assunzione sia avvenuta il 15 dicembre 2008 o casi analoghi.

Gli esempi che seguono sono finalizzati a facilitare il calcolo.

Caso n. 1: se il contributo richiesto alla data della rilevazione è un valore fisso mensile su 12 mensilità, esempio 10 euro, è sufficiente indicare detto valore.

Caso n. 2: se il contributo richiesto alla data della rilevazione è un valore fisso mensile su 13 mensilità, esempio 10 euro, il valore unitario medio mensile da indicare è pari alla quota mensile, 10 euro, per 13 mensilità diviso 12 mesi/anno, che nel caso è = a 10,8333.

Caso n. 3: se il contributo richiesto è un valore percentuale mensile della retribuzione su 12 mensilità è necessario sommare il valore del contributo sindacale di ciascuno dei dipendenti per tutti i dipendenti a cui si riferisce la scheda da compilare e dividere tale somma per il numero degli stessi. Ad esempio se nella scheda n. 2 intestata al sindacato X sono indicate n. 3 deleghe si dovrà sommare la trattenuta sulla retribuzione dei singoli tre dipendenti iscritti a tale sindacato e tale somma dovrà essere divisa per tre. In questo modo si ottiene il valore unitario medio mensile (il mese è quello della rilevazione) da riportare sulla scheda.

Caso n. 4: se il contributo richiesto è un valore percentuale mensile della retribuzione su 13 mensilità, dopo avere calcolato il valore unitario medio mensile di cui al caso 3 si dovrà procedere al successivo calcolo di cui al caso 2.

Caso n. 5: se la trattenuta del contributo sindacale sulla retribuzione, ovviamente sempre tramite delega, avviene in un'unica soluzione annuale ovvero in soluzioni semestrali, il valore dovrà essere riportato a mese.

In sostanza per valore medio unitario mensile si intende il contributo versato da un lavoratore a tempo pieno per l'intero mese lavorativo di riferimento della rilevazione (gennaio 2009 a valere sul 31 dicembre 2008). In tal senso non ha rilievo quanto il lavoratore ha pagato nei mesi precedenti e il numero di mesi di trattenuta della delega nel 2008.

 

9. Riquadro relativo alla data di trasmissione della scheda all'organizzazione sindacale

Al fine di garantire un'adeguata informazione le schede, dalla n. 2 e seguenti, esclusa quindi la n. 1 riepilogativa (da trasmettere solo all'Aran), devono essere inviate all'organizzazione sindacale interessata. Nel rispetto della vigente legislazione sulla riservatezza delle informazioni ad ogni sindacato vanno inviate esclusivamente le schede di propria pertinenza, vale a dire quelle intestate all'organizzazione destinataria e non anche quelle intestate alle altre organizzazioni.

La data di invio alla organizzazione sindacale deve essere riportata nell'apposito riquadro della scheda.

 

10. Riquadro relativo alla firma del rappresentante sindacale

Ai sensi dell'art. 43, comma 7, del decreto legislativo n. 165/2001 ogni scheda deve essere controfirmata da un rappresentante dell'organizzazione sindacale interessata, intendendo tale l'organizzazione cui la scheda è intestata, con modalità che garantiscano la riservatezza della stessa. La firma deve essere apposta nell'apposito riquadro.

Va, pertanto escluso che:

- la firma sia apposta dal medesimo rappresentante sindacale su schede intestate a differenti organizzazioni sindacali. Ogni rappresentante sindacale può sottoscrivere esclusivamente le schede dell'organizzazione che rappresenta;

- la firma sia apposta dal componente della RSU, se non per espressa indicazione dell'organizzazione sindacale interessata.

Di conseguenza, per rappresentante sindacale si intende il dirigente sindacale (aziendale - di zona - comunale - territoriale - provinciale - nazionale) dell'organizzazione sindacale interessata, ovvero un componente della RSU o un dipendente appositamente delegati per iscritto (in questi ultimi due casi il delegante è l'organizzazione sindacale e la delega deve essere formalmente presentata).

 

11. Riquadro relativo alla motivazione della mancata firma del rappresentante sindacale

Ove la scheda non sia controfirmata dall'organizzazione sindacale interessata, come previsto dalla norma, il funzionario responsabile della compilazione deve, utilizzando l'apposito riquadro, specificare il motivo della mancata sottoscrizione con una propria dichiarazione da cui risulti detta circostanza.

In caso di contestazioni da parte delle organizzazioni sindacali, qualora l'amministrazione non ritenga di dover apportare modifiche al dato, le schede devono essere ugualmente inviate all'Aran indicando i motivi della contestazione nelle annotazioni in calce alla scheda.

Nel caso in cui la scheda non sia controfirmata dall'organizzazione sindacale interessata, e detta omissione non sia motivata, l'Aran richiederà la regolarizzazione, ai sensi di legge.

 

12. Riquadro relativo alle annotazioni

Tale riquadro è a disposizione per ogni eventuale chiarimento che le amministrazioni ritengano opportuno fornire, fermo restando quanto previsto ai precedenti punti.

La compilazione della scheda deve essere completa ed esatta. Pertanto, le amministrazioni non possono utilizzare lo spazio per rinviare all'Aran l'interpretazione sui dati contenuti nella stessa.

 

13. Riquadro relativo alla firma del funzionario responsabile

Si rinvia a quanto indicato nel punto 3, con la precisazione che, nel caso in cui la scheda contenga correzioni o cancellazioni, la firma del funzionario responsabile deve essere apposta, oltre che nell'apposito riquadro, anche a fianco del dato corretto o cancellato.

 

14. Riquadro relativo alla distribuzione provinciale delle deleghe

La distribuzione provinciale delle deleghe dovrà essere compilata dalle sole amministrazioni distribuite sul territorio le cui schede, già predisposte, prevedono tale dato. Il dato non può essere omesso per la previsione dell'art. 43, comma 6, del decreto legislativo n. 165/2001.

Per facilitare il lavoro la scheda contiene già l'elenco delle province.

In tutte le province dovrà essere riportata la distribuzione dei dipendenti a tempo indeterminato, senza alcuna eccezione, a prescindere dalla circostanza che vi siano o meno deleghe espresse in favore della organizzazione sindacale intestataria.

La somma dei dipendenti indicati dovrà essere uguale al totale riportato sulla scheda n. 1 a fronte della corrispondente categoria di dipendenti.

La somma delle deleghe dovrà, altresì, essere uguale a quella indicata nel riquadro della medesima scheda di cui al punto 6. In sintesi, se l'organizzazione intestataria ha 10 deleghe, 10 deve essere il totale delle deleghe distribuite nelle province.

Nel caso in cui in una provincia non siano indicati dipendenti ma invece risultino deleghe, l'Aran, rilevando l'incongruenza del dato, ne chiederà la regolarizzazione.

Le schede intestate ai dipendenti a tempo determinato, raccolte ai soli fini statistici, non hanno il riquadro relativo alla distribuzione provinciale, con la sola eccezione dei comparti Scuola e Afam, per i quali la distribuzione provinciale viene richiesta anche per detto personale.

 

15. Scheda n. 4 intestata al segretario comunale e provinciale del comparto regioni e autonomie locali

La sezione relativa alla posizione del segretario deve essere sempre compilata in ogni sua parte.

Qualora il segretario sia titolare del solo incarico presso l'amministrazione, deve essere annullata, barrandola, la seconda parte ove si chiede di indicare in quali altre amministrazioni operi.

Invece, nel caso di utilizzo del segretario, a qualunque titolo, anche in altre amministrazioni deve essere indicato il nome di queste ultime onde consentire la necessaria verifica incrociata del dato, finalizzata ad evitare che il medesimo segretario sia rilevato più volte.